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Questa mostra museo tratta la storia degli Orsanti e, più in generale, delle genti dell' appennino settentrionale che, costrette a divenire girovaghe, nell'arco di alcuni secoli emigrarono in paesi lontani alla ricerca di una vita migliore. In maggioranza i commedianti provenivano dalla valle del Ceno e dalla valle del Taro, ossia dall'appennino parmense. Le loro specialità erano le esibizioni nelle strade e fiere, suonando e mettendo in mostra scimmie, cani, uccelli, orsi e cammelli più o meno addestrati.
Venivano chiamati "Orsanti".

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Maria Teresa Alpi, proprietaria del Museo Gli Orsanti e fondatrice dell'Associazione culturale Barbara Alpi, rimarrà nei nostri ricordi grazie al suo entusiasmo costante, alla genialità dei suoi progetti, a quel carattere forte che le ha permesso di ottenere grandi soddisfazioni e l'ha aiutata a portare avanti le iniziative culturali e artistiche di cui si è fatta promotrice.
Si era posta l'obiettivo di rivitalizzare il borgo di Compiano, epicentro di un fenomeno dell'emigrazione molto interessante: gli orsanti, commedianti girovaghi che emigravano in terre lontane per esibirsi in strada con animali ammaestrati, alla ricerca di fortuna. Nel corso della sua vita ha raccolto materiali e documenti straordinari, strumenti musicali, burattini, fotografie, costumi, stampe che testimoniavano l'attività di questi artisti originali e il loro stile di vita.
Nel 2003 ha dato vita al Festival dei Girovaghi, manifestazione capace di accogliere i più grandi artisti di strada e di offrire ad un pubblico sempre più numeroso spettacoli inediti, racconti di un'epoca antica, trasformando il borgo di Compiano in una sorta di circo felliniano, dove il tempo sembra essersi fermato.
Maria Teresa Alpi ha dato un contributo fondamentale nel tentativo di recuperare un patrimonio artistico-culturale ricchissimo ma ormai perduto.
Si è impegnata profondamente in un'impresa difficile, non priva di ostacoli, che le ha permesso di condividere con il resto del mondo la storia degli Orsanti e che ha reso evidente ancora una volta quanto la cultura abbia bisogno di persone appassionate come lei.